app per il coronavirus


Quando tecnologia e medicina si incontrano nascono delle meraviglie, è il caso della nuova app per il Coronavirus, che ne traccerà i contagi. Molti sono scettici, eppure questo è il modo più moderno e semplice per capire l’andamento del virus in Italia.


L’intento non è solo quello di tracciare i contagi, ma anche di prevenire (se non contrastare) l’esplosione di nuovi focolai. Dunque, ecco “Immuni”, l’app per Coronavirus ideata dal Centro Medico Santagostino e Bending Spoons.


Quest’ultima è un’azienda milanese, eccellenza italiana nello sviluppo per Ios, che ha vinto un bando di gara contro 319 “rivali” e che lavorerà in maniera del tutto gratuita.


Come funziona l’app per il Coronavirus


Il funzionamento di “Immuni” è molto semplice. Sfruttando le funzionalità del Bluetooth, monitora i contatti avuti con altre persone e li conserva, in caso una di queste risultasse positiva al Covid-19. A questo punto, attraverso la cronologia degli spostamenti, verrà inviata una notifica a tutti coloro che sono entrati in contatto con la persona positiva.


Per essere ancora più completa, l’app prevede una sezione di “cartella clinica”, in cui inserire tutte le informazioni rilevanti ed un diario del proprio stato di salute. Quest’area consente, non solo di rimanere aggiornati sul benessere del proprio organismo, ma anche di rendersi conto dell’intensità e frequenza di eventuali sintomi. 


I codici identificativi


Una volta avviata, l’app memorizza i codici identificativi anonimi con cui entra in contatto. Cosa significa? Che se una persona viene colpita dal Coronavirus, “Immuni” calcola il “rischio” di contagio per tutti coloro che sono entrati in contatto con il soggetto, stimando la possibilità di risultare infetti in base alla durata del contatto e la vicinanza dei due dispositivi.

Un’app per il Coronavirus 1


Le regole di privacy


Volontarietà ed anonimato, sono questi i criteri di Privacy imposti dall’UE. L’app, inoltre, è chiamata a “stimare con sufficiente precisione (circa 1 metro) la vicinanza tra le persone, per rendere efficace l’avvertimento. A questo scopo possono essere utilizzati Bluetooth ed altre tecniche, evitando la geo-localizzazione” afferma Bruxelles.

Per mantenere l’anonimato, è previsto un ID (codice di identificazione) anonimo e temporaneo.


Serve?


La sua utilità è comprovata, a patto che l’applicazione venga scaricata da un numero consistente di persone e venga attivata. L’esempio di Singapore sicuramente non è edificante, dato che solo il 18% della popolazione ha seguito il consiglio del governo attivando l’app che avevano rilasciato sul mercato.

Sicuramente, se l’app per il Coronavirus dovesse essere scaricata dalla maggioranza della popolazione, permetterebbe di avere un’idea chiara nella gestione della fase 2 dell’emergenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *