tè

Alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia delle funzioni antiossidanti, antiinfiammatorie e diuretiche delle sostanze contenute nella bevanda. Come alimento riduce il rischio di polmoniti, fibromi uterini e malattie cardiovascolari.

Una tazza di té per prevenire malattie e dolori stagionali. Se fino ad alcuni anni fa, le proprietà medicinali di questa secolare bevanda erano riconosciute solo in Asia, e in particolare nella medicina cinese, ora sono diversi gli studi scientifici che dimostrano l’efficacia del tè soprattutto in funzione antiossidante, antiinfiammatoria e diuretica, ma anche come alimento che può ridurre il rischio di polmoniti, fibromi uterini e malattie cardiovascolari.

Tra le varie qualità di tè, una di quelle più efficaci è il tè verde, perché oltre a vitamine del gruppo B, minerali e amminoacidi, contiene in quantità più elevata di sostanze benefiche come i polifenoli e, in particolare, le catechine, che come è noto sono ottimi antiossidanti e combattono in diversi modi i radicali liberi.

Una catechina in particolare, l’epigallocatechina-gallato (o EGCG), è attiva per prevenire disturbi a fegato, colon, pancreas, prostata e seno, nonché alla pelle. Uno studio guidato da Matam Vijay-Kumar della Penn State University (Usa) e pubblicato sull’American Journal of Pathology ha dimostrato come proprio l’EGCG ha proprietà antiinfiammatorie ed è efficace, per esempio, nel contrasto dell’azione di batteri che possono causare problemi ai denti e alla bocca.
Potenzialmente, i polifenoli sarebbero anche coinvolti nella prevenzione di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. Sempre l’epigallocatechina-gallato, come provato da uno studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry, può dare un contributo nella regolazione dei livelli di colesterolo nel sangue, aiutando a prevenire patologie cardiovascolari.

Anche l’apparato respiratorio può essere avvantaggiato dal tè perché il consumo delle sostanze contenute nella bevanda diminuisce il rischio di morte per polmonite. Così sostengono almeno dalla Tohoku University Graduate School of Medicine di Sendai in Giappone: con cinque o più tazze di tè verde, grazie alla capacità di inibire lo sviluppo di microrganismi coinvolti nel generare la malattia.

Buone notizie anche per le donne. Il tè verde, secondo una ricerca del Women’s Health Research del Meharry Medical College (Usa), contribuisce a inibire la proliferazione delle cellule tumorali nel fibroma uterino. Per le donne cui sono state somministrate sostanze contenute nel tè verde si è osservata una diminuzione di volume e peso dei tumori benigni dell’utero.

Al netto degli studi scientifici, dalla lunga tradizione orale in Cina e in altri Paesi dell’Asia si apprende che il tè è particolarmente efficace contro il raffreddore e altri malanni di stagione e sarebbe in grado anche di contrastare l’invecchiamento delle cellule.