Vitamina D

Per raggiungere la dose giornaliera consigliata di vitamina D è necessario esporsi al sole ogni giorno dell’anno. Uno studio spagnolo ha stabilito i minuti ideali di esposizione a seconda della stagione: d’inverno si consigliano almeno 130 minuti, mentre da aprile a luglio bastano solo 10 minuti di sole per fare il pieno di vitamina D.

In queste giornate di primavera non c’è nulla di meglio di una passeggiata all’aperto dove prendere un po’ di sole, fondamentale per il benessere di corpo e mente. Infatti, una bella giornata non fa bene solo all’umore, ma esporsi al sole aiuta il nostro corpo a produrre vitamina D, indispensabile per proteggere il nostro apparato respiratorio e il sistema immunitario, oltre che per rinforzare denti e ossa.

Un recente studio dell’Università spagnola Politecnico di Valencia ha calcolato i minuti esatti di esposizione al sole che permettono in ogni periodo dell’anno di fare scorta di vitamina D, senza però rischiare pericolose scottature. Lo studio ha preso in considerazione una persona con fototipo 3 (con pelle chiara, occhi e capelli castani) esposta alla luce solare nelle varie stagioni dell’anno tra le ore 12:30 e le 13:30 alle nostre latitudini. In base a tutti questi dati hanno quindi calcolato la tempistica ideale per chi vuole godersi al meglio il sole.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Science of the Total Environment, fa una stima dei minuti da passare alla luce solare per fare il pieno di vitamina D calcolando la percentuale di pelle scoperta in un particolare periodo dell’anno. Se in estate, quando si è meno coperti e i raggi UV sono più forti, bastano solo 10 minuti di sole, a metà gennaio bisogna prestare più attenzione, perché esponendo molta meno pelle, servirebbero ben 130 minuti all’aperto. Non essendo però sempre possibile, visto il clima rigido e gli impegni quotidiani, possono venire in aiuto degli integratori specifici.

Le conclusioni dello studio sono ovviamente delle indicazioni di massima, da integrare con altre informazioni, come ad esempio che tipo di carnagione abbiamo e che condizioni climatiche ci sono in quel particolare giorno. Anche l’età influisce: a parità di esposizione al sole, un bambino produce il doppio di vitamina D rispetto a un adultoQuindi sole sì, ma con le dovute precauzioni: per evitare scottature bisogna conoscere il proprio tipo di pelle e regolarsi a seconda della stagione e dell’orario di esposizione.