allergia ai pollini


Abbiamo già visto che, con l’arrivo della bella stagione sono in agguato anche alcuni fastidi tipici della primavera, tra questi vi è sicuramente l’allergia ai pollini.


Gran parte della popolazione italiana soffre di un disturbo allergico ai pollini, che si manifesta con cadenze regolari dettate dalla fioritura e dal processo riproduttivo di determinate piante. Per questo motivo è del tutto normale notare che durante la stagione primaverile sempre più persone presentino sintomi comuni.


I sintomi dovuti all’allergia ai pollini sono svariati e possono variare da soggetto a soggetto. Lacrimazione, congiuntivite, starnuti ripetuti, congestione nasale, difficoltà respiratoria ed asma, tosse secca, cefalea, bruciore al palato, orticaria o dermatite sono solo alcuni dei sintomi più frequenti e che possono debilitare il nostro organismo.


Cosa succede al nostro corpo durante l’allergia ai pollini?


Il corpo umano è una macchina quasi perfetta, programmata per “resistere agli attacchi patogeni” e per proteggerci ed è infatti questo che il nostro organismo cerca di fare quando si è allergici.


Di fatto, il nostro sistema immunitario reagisce ad uno o più tipi di pollini, entrati in contatto con le vie respiratorie, producendo le IgE (una tipologia di anticorpi) che cercano di eliminare le sostanze a cui si è allergici.

Allergia ai pollini, è tempo di proteggersi 1


Ed ecco dunque che si manifestano quei fastidiosi sintomi che abbiamo precedentemente elencato. Dunque, l’allergia ai pollini non è altro che una reazione del sistema immunitario che riconosce i pollini quali elementi nocivi.


Come si cura e previene?


Non tutti sanno che esiste anche un vaccino, o immunoterapia specifica, che prevede la somministrazione di dosi progressivamente maggiori di estratti pollinici. Questa terapia farmacologia deve essere prescritta e controllata da uno specialista, aiuta il soggetto a modificare il comportamento dell’organismo alla presenza di allergeni. Quando si capisce se non si è più allergici?


La prognosi è considerata favorevole quando il paziente non presenta alcun disturbo per due anni consecutivi.


Certamente questa è la pratica più drastica che pochi soggetti decidono di intraprendere, anche perché è possibile alleviare, se non addirittura arrestare i sintomi dell’allergia ai pollini grazie agli antistaminici.


Un ulteriore consiglio è quello di tenere monitorato il calendario delle fioriture (o bollettino pollinico), per attuare una strategia di prevenzione efficace.

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