Batteri Buoni

Da uno studio dei ricercatori dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma è emerso che l’insorgenza di fegato grasso e obesità nei più piccoli è causata dalla presenza o meno di specifiche popolazioni batteriche. In futuro le cure potrebbero essere personalizzate con probiotici su misura.

Un tempo era conosciuta come flora intestinale. Oggi si parla di “microbiota”, ovvero l’insieme dei miliardi di microorganismi presenti nel tubo digerente che svolgono un ruolo fondamentale per la nostra salute, agendo da barriera, regolando l’assorbimento delle sostanze nutrienti, la produzione di energia e lo sviluppo del sistema immunitario nei neonati. Da tempo è ormai noto che una variazione dell’equilibrio delle diverse specie di batteri che compongono il microbiota può causare l’insorgenza e la progressione di alcune malattie. Di recente uno studio dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha confermato l’associazione tra l’alterazione della flora intestinale e la presenza di obesità e fegato grasso nei bambini. Nello specifico i ricercatori italiani hanno scoperto che nell’intestino dei piccoli pazienti alcune famiglie di batteri sono troppo numerose (Ruminococcus e Dorea), se paragonate a quelle presenti in un bambino sano, mentre altre sono ridotte (Oscillospira).

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Hepatology, ha quindi descritto, per la prima volta nella letteratura internazionale, due modelli di microbiota legati ai casi pediatrici di queste malattie: il primo associato all’insorgenza del fegato grasso, caratterizzato da una diminuzione di batteri Oscillospira e dall’aumento di una specifica molecola (2-butanone) e il secondo legato allo stato più avanzato della patologia, identificabile dall’alto numero dei batteri Ruminococcus e Dorea. La scoperta potrebbe ora aprire la strada a un trattamento mirato, con la scelta e la prescrizione di probiotici su misura per i bambini obesi e con fegato grasso.  “Da questo lavoro si conferma l’importanza strategica del ruolo dei probiotici nell’obesità e nel fegato grasso – ha commentato Valerio Nobili, responsabile di malattie epato-metaboliche del Bambino Gesù – ma anche la necessità di nuove associazioni e formulazioni di batteri per combattere tali patologie”.


Si stima che in Italia il 25% di bambini sia in sovrappeso, con un picco che si registra nella fascia d’età 9-11 anni nella quale il 13% della popolazione risulta obesa. E il problema è in crescita: secondo le previsioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) entro il 2025 l’obesità infantile potrebbe aumentare del 40%, passando dai 42 milioni del 2013 ai 70 milioni.