Aerobica

Secondo uno studio di un gruppo di ricercatori finlandesi pubblicato su Journal of Physiology questo tipo di attività fisica sarebbe in grado di stimolare la formazione di nuove cellule cerebrali.

L’esercizio fisico? “È  come una medicina” dicono gli scienziati, anche se ancora troppi medici dimenticano di prescriverla. E se si tratta di aerobica vale ancora di più: un’ora di camminata al giorno fa bene ai muscoli, allunga la vita e – novità – fa bene anche al cervello. È questa la conclusione cui sono giunti i ricercatori dell’Università di Jyväskylä (Finlandia) che in uno studio recentemente pubblicato su Journal of Physiology hanno acceso i riflettori sulla neurogenesi, il processo di formazione di nuove cellule cerebrali, in particolare nell’ippocampo, area del cervello fondamentale per l’apprendimento. Gli studiosi hanno analizzato in modelli sperimentali  gli effetti di tre tipi di attività fisica: quella  aerobica, quella anaerobica pura e l’high-intensity interval training, ovvero l’allenamento alternato che mixa l’esercizio anaerobico sostenuto a fasi di recupero con attività aerobica moderata.


Dai test è emerso che proprio una prolungata attività aerobica è in grado di stimolare la nascita di un maggior numero di neuroni, confermando i risultati di studi realizzati in precedenza direttamente sull’uomo da cui era emerso un effetto benefico dell’esercizio aerobico sulle performance cognitive valutate tramite i test di intelligenza. L’ipotesi dei ricercatori finlandesi – affascinante, ma da sottoporre ad ulteriori verifiche –   è che promuovendo la neurogenesi grazie all’esercizio fisico aerobico, sarebbe possibile aumentare la riserva di neuroni del cervello anche nell’uomo.


Non ha invece bisogno di conferme il fatto che la sedentarietà è ufficialmente riconosciuta a livello mondiale come il quarto fattore di rischio per la mortalità generale, causando 3 milioni di morti di morti l’anno. Una consapevolezza che ha spinto gli studiosi a stilare le linee guida internazionali in materia che prescrivono almeno trenta minuti di attività aerobica tutti i giorni a intensità moderata o 20 minuti tre volte alla settimana di attività intensa. E non ci sono scuse per sottrarsi al consiglio degli esperti che hanno individuato la “dose minima giornaliera” consigliata anche ai meno giovani e poco allenati: secondo le linee guida statunitensi servono almeno 150 minuti di esercizio fisico moderato a settimana.  


Gli studiosi di Harvard e di altri centri di ricerca hanno deciso infatti di andare a fondo sulla questione, associando i dati relativi all’attività fisica con i dati sulla mortalità in un arco temporale di 14 anni, relativi a oltre 660 mila individui, molti dei quali di mezza età, tra i 21 e i 98 anni. I risultati sono stati pubblicati sulla Jama Internal Medicine: i pigri sono risultati essere i più esposti al rischio di morte prematura; chi si impegnava a metà riduceva il rischio del 20%; rischio ridotto infine del 31% per chi seguiva alla lettera la prescrizione. Ancora più longevi sono risultati coloro che riuscivano a moltiplicare da tre a cinque la dose minima giornaliera, totalizzando 450 minuti di attività fisica moderata a settimana, ovvero circa un’ora al giorno:  rischio di morte prematura ridotto del  39%.  Una passeggiata al giorno, insomma, per vivere (e ragionare) di più.