favismo

Avete mai sentito parlare di favismo?

È doveroso affrontare questo argomento così particolare, specialmente dopo aver parlato delle proprietà delle fave.


Nonostante il favismo sia una condizione particolare molto comune che colpisce una fetta piuttosto ampia della popolazione mondiale, è spesso trattata da riviste specialistiche perché non tutti la conoscono.

Cos’è il favismo


Entriamo nel vivo della questione e cerchiamo di capire cos’è esattamente il favismo.


Il favismo non è un’allergia, è un difetto genetico che colpisce l’enzima G6PD, essenziale per la vita dei globuli rossi.


Conosciuta fin dall’antichità come “malattia delle fave”, comporta l’assoluta necessità di evitare l’assunzione di fave e altri alimenti (piselli e verbena) oltre che alcuni farmaci.


Di fatto, quando si soffre di questa patologia e si ingeriscono alimenti o farmaci pericolosi, l’attività dell’enzima G6PD diminuisce drasticamente, influenzando negativamente il funzionamento e la sopravvivenza dei globuli rossi (essenziali per la vita umana).


Una particolarità: il favismo colpisce in forma più grave gli uomini. Le donne si possono essere portatrici sane o presentare questa malattia in forma lieve. È una condizione genetica diffusa nel bacino del Mediterraneo (in Italia si registrano molti casi in Sardegna), Africa e Asia meridionale.


Sintomi e cause


L’assunzione di particolari alimenti inibisce il funzionamento l’enzima G6PD e questo determina conseguenze gravissime per l’organismo, tra cui l’emolisi acuta con ittero.


L’enzima in questione funge da difesa contro l’ossidazione, inibendolo si altera l’equilibrio ossidativo, a tal punto che l’enzima si comporta da pro-ossidante anziché antiossidante.


Cosa succede al nostro corpo?


12-24 ore dopo l’ingestione di alimenti o sostanze “nocive” per l’organismo, il corpo inizia a dare i primi segni di malessere. Carnagione giallastra che, a volte, può tendere al verde e le sclere oculari da bianche diventano gialle.


Nella forma più grave, il soggetto potrebbe avere un collasso cardiocircolatorio. Infatti, l’ittero è causato da una concentrazione molto alta di bilirubina nel sangue.  Pallore, debolezza, respiro affannoso e polso rapido e debole sono i principali sintomi a cui prestare attenzione.


Come diagnosticarlo e qualche consiglio utile


È bene dirlo molto chiaramente: non esiste rimedio al favismo. L’unica cura è la prevenzione.


I soggetti affetti devono astenersi assolutamente dall’assumere fave, piselli e sostanze chimiche come farmaci analgesici, antipiretici, antimalarici, blu metilene, naftalene, Fans e alcuni antibiotici.


Vi è mai capitato di andare al supermercato e trovare cartelli che avvisano a caratteri cubitali della presenza di fave? Ecco spiegato il motivo.


Nei casi più gravi, la trasfusione di sangue o la rimozione della milza (è proprio qui che i globuli rossi vengono distrutti) diventano necessarie ed è per questo che una diagnosi è essenziale.


Essendo una malattia genetica, il test può essere effettuato fin da bambini tramite un semplice esame del sangue in cui si analizza il dosaggio dei valori di G6PD. Un test particolarmente consigliato anche alle donne, per scoprire se possono essere portatrici sane del gene e quindi trasmetterlo ai propri figli. 

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