Multivitaminico Pensa Compresse

Uno studio del Karolinska Institutet e del Brigham and Women’s Hospital di Boston, condotto su un campione di 18 mila uomini, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha trovato una correlazione tra l’uso dei multivitaminici e una riduzione dei rischi cardiaci grazie a effetti vasodilatatori

L’assunzione giornaliera a lungo termine di un multivitaminico potrebbe proteggere gli uomini dai eventi cardiaci. Lo studio del Karolinska Institutet e del Brigham and Women’s Hospital di Boston pubblicato sul Journal of Nutrition dimostrerebbe questa importante correlazione. “I nostri risultati certificano che l’uso prolungato delle vitamine abbassa il rischio di complicanze cardiache”, hanno scritto i ricercatori. “Un uso di oltre vent’anni – ha detto Howard Sesso della Harvard University – ha ridotto del 44% il rischio cardiovascolare”. Le vitamine e i minerali agiscono positivamente sulla densità delle lipoproteine dall’ossidazione, controllano il metabolismo della omocisteina e riducono le disfunzioni endoteliali. “Quando si osserva questo meccanismo – ha dichiarato Duffy Mackay del Council of responsible nutrition – si comprende quanto l’alimentazione conti per il benessere del nostro organismo. Le vitamine non ledono tessuti e la loro carenza impone all’organismo un grande sforzo per mantenersi in salute”.


Il campione su cui si è lavorato era composto da circa 18 mila pazienti maschi over 40 (circa 225 all’anno) e pochissimi di loro (1697 casi), nei dodici anni di assunzione dei multivitaminici hanno riscontrato seri problemi di cuore.


L’importanza dell’effetto antiossidante per le arterie da parte delle vitamine è stata analizzata anche da un altro studio condotto dall’Università inglese di Newcastle e dall’Università Al-Mustansiriyah di Baghdad. L’azione antiossidante, infatti, non permette l’attivazione dei radicali liberi e aiuta a mantenere l’integrità dei vasi sanguigni. I nutrienti, inoltre, incrementerebbero la biodisponibilità di altri composti benefici come l’ossido nitrico che è un potente vasodilatatore. Nel 2009 Howard Hodis e Wandy Mack, entrambi ricercatori della University of Southern California, a seguito di uno studio di tre anni su 506 pazienti, sono arrivati alla conclusione che l’efficacia delle vitamine può dipendere dai valore dell’omocisteina, un amminoacido che se presente a livelli troppo elevati può provocare problemi per la salute. Durante il trial, infatti, sono stati somministrati placebo e vitamina B e si è visto che quest’ultima ha avuto effetti positivi nella riduzione della progressione della fase iniziale dell’arteriosclerosi nei soggetti con un livello di omocisteina molto alto.