Omega 3

Fibre e probiotici, ma non solo: una ricerca inglese evidenzia l’importanza degli omega 3 anche per il corretto funzionamento dell’intestino. Questi acidi grassi, infatti, favoriscono la diversità del microbioma intestinale, influenzando così positivamente la salute dell’apparato digerente e di tutto l’organismo.

Quando si pensa alla salute dell’intestino vengono subito in mente come prima cosa gli alimenti ricchi di fibre e i probiotici. Una recente ricerca realizzata dalla University of Nottingham e dal King’s College London di Londra ha messo però in luce anche l’importanza degli omega 3 per il benessere intestinale. Gli alimenti ricchi di questi grassi “buoni” migliorerebbero la diversità del microbioma intestinale – l’insieme di microorganismi che convivono con l’organismo umano senza danneggiarlo – favorendo una migliore salute dell’apparato intestinale e, di conseguenza, di tutto quanto l’organismo.

La ricerca inglese, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, analizza le abitudini alimentari, la composizione del microbioma, l’assunzione e i livelli nel sangue di omega 3 in quasi 900 donne. I ricercatori hanno scoperto che i soggetti che avevano assunto maggiori dosi di omega 3 avevano anche un microbioma più variegato, che favorisce il benessere di tutto l’organismo. Non solo: nelle donne che avevano livelli più alti di omega 3 nel sangue i ricercatori hanno correlato una maggiore presenza di una sostanza che sembrerebbe ridurre lo stress ossidativo nell’intestino. Si è potuto così ipotizzare che gli effetti benefici degli omega 3 siano correlati alla loro capacità di indurre i batteri a produrre questa specifica sostanza “benefica”.

Ma dove possiamo trovare gli omega 3? L’alimento più famoso per essere ricco di questi acidi grassi salutari è sicuramente il pesce, soprattutto salmone, acciughe, tonno, sgombri e sardine. Possiamo però trovare grandi quantitativi di omega 3 anche nei semi di lino (e in quelli di soia e di chia), nella frutta secca (come noci e nocciale) e nel tuorlo delle uova. Via libera anche ad alcune verdure, come cavolfiore, verze e spinaci e – per la gioia degli amanti della cucina orientale – nelle alghe.

I cibi ricchi di omega 3 devono essere conservati in maniera adeguata, perché questi elementi temono l’ossigeno, il calore (cottura) e la luce. L’unico sistema per conservare correttamente il pesce fresco è il congelamento, perché in frigorifero deve essere consumato molto in fretta. Gli oli ricchi di omega 3 (come quelli di lino, di canapa, di colza e di soia) non si prestano alla cottura e andrebbero utilizzati come condimento a crudo. Pesce e semi dovrebbero essere consumati crudi o in seguito a cotture rapide, non troppo intense, evitando la frittura.