Mal di pancia

Nel nostro intestino vive in perfetto equilibrio una popolazione mista di batteri “buoni” e “cattivi”, entrambi necessari a favorire una corretta digestione e a costruire una vera e propria barriera contro le infezioni. In vacanza, la variazione dell’alimentazione, i nuovi ritmi di vita e gli spostamenti in ambienti diversi possono rompere questo delicato equilibrio, inducendo disbiosi, ovvero una sorta di “guerra civile” tra le popolazioni batteriche che – oltre a favorire sintomi come gonfiore, stipsi e diarrea – rappresenta un terreno più facile da attaccare da parte di batteri patogeni esterni.

Il rischio è maggiore per i viaggiatori avventurosi in paesi esotici, dove l’igiene potrebbe scarseggiare e cibo e acqua contaminati potrebbero essere veicoli di batteri “cattivi”.  Attenzione anche al brusco calo della temperatura da un ambiente esterno molto caldo ad uno ad aria condizionata, perché nei casi più estremi potrebbe rovinare la vacanza.

Viaggiare riducendo il rischio di disturbi intestinali è possibile, l’importante è adottare alcune semplici regole. Prima di tutto curare l’alimentazione, assicurando il giusto apporto di fibra in caso di stitichezza e idratandoci a sufficienza nell’arco della giornata, facendo attenzione a non bere bevande troppo fredde. Nei paesi tropicali, preferire acqua in bottiglia ben sigillata, frutta sbucciata e alimenti cotti. La cottura del cibo, infatti, uccide gran parte dei batteri cattivi. Inoltre, bisogna lavarsi spesso le mani e portare sempre un giacchetto da indossare se sono previsti ingressi in ambienti con aria condizionata.

Una strategia davvero efficace è quella di rafforzare l’equilibrio della popolazione intestinale prima e durante il viaggio. Ciò consentirà di costruire anche una barriera più resistente all’attacco di batteri, virus e funghi. Il consiglio è di iniziare a proteggere l’intestino già 4/5 giorni prima della partenza attraverso l’integrazione di probiotici ovvero i fermenti lattici vivi. Affinché siano davvero efficaci, è necessario assicurarsi che arrivino nell’intestino vivi ed attivi, proteggendoli dall’esposizione a fonti di calore, luce e acqua e conservarli a temperature non superiori ai 25° C.