Probiotici

Uno studio condotto dall’Università di Berlino dimostra che l’utilizzo dei lattobacilli migliora lo stato di salute della bocca diminuendo il sanguinamento gengivale e le placche.

Ripopolare la flora batterica della bocca può aiutare a combattere le infiammazioni. È il risultato emerso da una serie di studi che si sono concentrati sull’efficacia dei probiotici nell’apparato boccale. Il team guidato da Deborah Gruner, dell’Università di Berlino, ha portato avanti questa ricerca attraverso lo screening di tre database diversi (Medline, Embase e Central), raccogliendo i dati di cinquanta studi differenti. Il campione statistico totale è stato di 3.247 pazienti, di cui sessanta bambini, che hanno assunto ceppi di lattobacilli (45), bifidobatteri (12) e altri (3). Sono stati considerati vari parametri prognostici: salute dentale, indice gengivale, indice di placca, di sanguinamento, carie, presenza di batteri delle parodontiti e carica batterica dello Streptococco mutans, il maggiore agente infettivo per i denti. I risultati hanno evidenziato che, nonostante non ci sia stato un miglioramento nella presenza dei ceppi batterici che causano le parodontiti e le carie, gli indici di placca e sanguinamento gengivale si sono drasticamente ridotti. Soprattutto è diminuita l’incidenza di infiammazioni dovute allo streptococco. Nessun calo, invece, nella presenza dei lattobacilli.
Alle stesse conclusioni è arrivato uno studio dell’Università dell’Insubria pubblicato lo scorso anno che si è concentrato sugli effetti dei probiotici sulle gengivopatie. Nello studio, randomizzato controllato, in doppio cieco e della durata di novanta giorni, sono stati selezionati venti pazienti in terapia ortodontica tra gli undici e i diciannove anni, di cui undici maschi e nove femmine. Dieci hanno assunto compresse a base di lattobacilli e i rimanenti un placebo. I risultati hanno dimostrato che lo stato di salute della bocca era decisamente migliore nei pazienti del primo gruppo.
L’uso di probiotici, infatti, risponde a varie caratteristiche tra cui la modulazione della risposta immune e azione diretta contro le infezioni grazie alla produzione di acidi lattici o perossido di idrogeno. Inoltre l’efficacia dei probiotici si basa anche su un altro fattore da non sottovalutare. In una sorta di “guerra tra batteri”, i lattobacilli si vanno sostituendo agli organismi infettivi in un gioco di riequilibrio della flora orale. In questo processo di sfiammo i probiotici intervengono anche sull’alitosi dovuta proprio a un disequilibrio della popolazione batterica in bocca. Un esempio su tutti è Weissella cibaria che ha la capacità di ridurre la produzione di composti solforosi da parte del batterio Fusobacterium nucleatumOppure anche lo Streptococcus salivarius che produce batteriocine in grado di contrastare la proliferazione dei microrganismi che producono le sostanze odorose.