Attività fisica

È quanto sostenuto da una vasta ricerca condotta dal National Cancer Institute americano su 1,4 milioni di persone. Gli sportivi hanno un rischio più basso del 7% di insorgenza alcune neoplasie, soprattutto all’esofago e al fegato, rispetto ai sedentari. Uniche eccezioni: il cancro alla prostata e il melanoma maligno.

Fare attività fisica riduce il rischio di ammalarsi di tumore. La correlazione tra sport prevenzione oncologica è stata recentemente confermata dai risultati di un vasto studio condotto dal National Cancer Institute statunitense. La ricerca, pubblicata sulla rivista Jama Internal Medicine, è stata portata avanti dall’équipe di Steven Moore su un campione di 1,4 milioni di persone tra i 19 ai 98 anni in Europa e negli Stati Uniti a cui è stato chiesto di riportare il tipo e la quantità di esercizio fisico svolto tra il 1987 al 2004. Da un follow up di undici anni è emerso un totale di circa 187 mila diagnosi di tumore nella popolazione analizzata, con un rischio più basso del 7% tra coloro che avevano riportato di fare attività fisica rispetto ai sedentari. Nello specifico è stata riscontrata una riduzione del rischio di insorgenza dell’adenocarcinoma esofageo (-42%), del cancro al fegato (-27%), al polmone (-22%), al rene (-23%), della leucemia mieloide (20%) e del mieloma (-17%), del tumore al colon (-16%), testa-collo (-15%), al retto e vescica (-13%) e alla mammella (-10%). Con solo due eccezioni: il cancro alla prostata e il melanoma maligno. In questi due casi l’incidenza è aumentata, rispettivamente del 5% e del 27%. “L’attività fisica andrebbe prescritta come un farmaco” ha dichiarato Daniela Lucini, professoressa associata dell’Università di Milano, internista e specialista in psicologia clinica, responsabile dell’unità di Medicina dell’esercizio e patologie funzionali dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) a proposito dell’efficacia dello sport sulla prevenzione dei tumori. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, una percentuale che varia dal 9 al 19% di tutti i tumori è attribuibile proprio alla mancanza di movimento.

Già lo studio di Mathieu Boniol, dell’Istituto internazionale di ricerca sulla prevenzione di Lione, due anni fa aveva mostrato dei risultati in questo senso, soprattutto per il cancro al seno. Trentasette studi clinici che negli ultimi 27 anni hanno coinvolto quattro milioni di donne. Il beneficio è risultato indipendente dal peso corporeo e dall’età delle donne, confermando che l’azione anticancro dell’attività fisica deriva da diversi processi, non solo dal controllo della bilancia.

Uno strumento in più allora per iniziare a erodere la cifra dei 363 mila nuovi casi all’anno di tumore in Italia e i 177 mila decessi. Tra le attività più raccomandate dagli esperti ci sono le passeggiate, meglio se in montagna, ciclismo o semplici escursioni in bicicletta, nuoto e palestra con un impegno di tempo che va dai 30 ai 60 minuti, per cinque giorni a settimana.