Motivazione

Quanto conta la motivazione quando si fa sport? Uno studio americano ha evidenziato che chi vede l’attività fisica come un “dovere” dedica all’esercizio fisico minor tempo rispetto a chi lo vive con più tranquillità ed è facilitato ad ottenere maggiori benefici per quanto riguarda la salute.

Lo sappiamo bene: a volte non si ha proprio voglia di andare a correre o in palestra, soprattutto se si è stanchi dopo una lunga giornata di lavoro oppure se c’è brutto tempo. La motivazione, però, è uno dei punti chiave per rendere davvero efficace l’attività sportiva, perché aumenta la durata e la costanza con cui ci si dedica al proprio sport preferito. Non solo: essere motivati ci stimola a pensare meno alla fatica e agli sforzi fisici, concentrandoci invece sui benefici fisici e psicologici che ne derivano.

Uno studio della University of Michigan (Stati Uniti), pubblicato sulla rivista BMC Public Health, ha confermato in modo scientifico quanto sia importante nello sport essere spinti da una reale motivazione. I ricercatori americani hanno analizzato otto focus group composti da 40 donne tra i 22 e i 49 anni d’età, divise in due gruppi, quello delle “attive” (che praticano 2 o più ore di attività fisica a settimana) e quello delle “poco attive” (che dedicano allo sport meno di 2 ore a settimana).

Dall’analisi dei due gruppi è emerso che le meno attive ritenevano che lo sport, per essere utile a raggiungere scopi prefissati, dovesse essere molto inteso ed eseguito “per dovere”. In questo modo, però, ovviamente contrastava con la loro idea di relax e di tempo libero. Proprio per questo veniva loro automatico dedicarsi meno allo sport, a causa di un senso di scoraggiamento e demotivazione causato dalle eccessive aspettative. Tutto al contrario, invece, del gruppo delle donne “attive”, che vedono l’attività fisica non come un ostacolo al relax o una priorità assoluta e, proprio per questo, non si accusavano eccessivamente se per una volta capitava di saltare un allenamento.

Ed è questo il vero segreto: solo se lo sport viene vissuto come un’attività ricreativa (non antagonista al relax) e non come una necessità impellente da compiere solo per senso del dovere, allora potrà essere realmente efficace e noi saremo più propensi a praticarlo.

Questo studio mette quindi in luce come chi vede lo sport come un piacere, non sentendolo come una necessità a cui dedicarsi intensamente senza mai saltare un allenamento, ha una maggiore motivazione ed è più portato ad allenarsi più a lungo e con più costanza, ottenendo così anche migliori benefici per quanto riguarda la salute.